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About me

La gatta Nisba è l’alter ego digitale di Giuliana Miglierini, ricercatrice della vita per passione. La domanda che mi assilla fin da bambina, infatti, è: cos’è la vita? Con questa premessa, ho investigato, sperimentato, ipotizzato sotto molte vesti e attività sperando di trovare prima o poi una risposta. In più di quarant’anni qualche passo avanti l’ho fatto di certo, ma il cammino è ancora lungo.

Ho lasciato il lab pieno di provette per fare del mio stesso corpo il mio personale laboratorio di ricerca: questa è la via dello yoga, la via verso la nostra vera Natura, l’esplorazione senza fine dell’Universo interiore.

In apparenza nel mio ricercare sono finita anni luce dalla chimica da cui sono partita. Ma appunto, è solo apparenza: il velo di Maya che copre la vera Natura dell’uomo. Chimica e yoga: due universi paralleli che studiano le trasformazioni della materia da punti di vista diversi, ma invero uguali. Anche di questo si parlerà nel blog: un Campus virtuale in cui ricercare in libertà, senza schemi precostituiti, per riscoprire la Stella che si nasconde al cuore di ogni essere umano.

Osservo la vita con il distacco proprio di chi pratica yoga e meditazione da più di venticinque anni. Questo mi porta ad avere spesso punti di vista al di fuori dal conformismo imperante. Punti di vista che desidero condividere con voi lettori per stimolare il dibattito,  cosa quanto mai necessaria in un mondo sempre più appiattito su se stesso.

In questo blog troverete soprattutto divagazioni a cavallo tra scienza, yoga e filosofia, scritte nel linguaggio della casalinga di Voghera in modo che siano accessibili a tutti. Ritengo, infatti, di fondamentale importanza comunicare i grandi temi che sottendono all’idea stessa di Umanità, così come la abbiamo conosciuta da almeno cinquemila anni a questa parte. Temi che vanno via via sempre più scomparendo dalle coscienze, come del resto tutto ciò che sa di Tradizione, in nome del progresso tecnologico che porrà sempre più l’intelligenza artificiale a guardia dell’essere umano, ormai ridotto ad automa privo della capacità di discernere.

Alla fine il cerchio si chiude: microcosmi e macrocosmi si fondono cammin facendo. Un passo dopo l’altro la meta si avvicina. Osservando il cammino a ritroso, allora il pellegrino comprende: non sei tu che fai il cammino, è il Cammino che ti fa (motto del Cammino di Santiago di Compostela).

© Giuliana Miglierini – RIPRODUZIONE RISERVATA