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SK 5: La materia tra forze fondamentali, Dio, Purusha e Prakriti

SK 5: La materia tra forze fondamentali, Dio, Purusha e Prakriti

Siamo fatti di materia, viviamo in un pianeta materico, inserito in un universo materico, ma quando a scuola chiedo ai miei alunni se l’aria è materia mi rispondono di no. E allora cos’è? E’ vuoto, prof!

Quando poi cambio orizzonti sperimentali e dalla chimica passo allo yoga la faccenda di cosa sia la materia si fa ancora piu complessa. L’altro giorno ero a in seminario di ortho- bionomy, disciplina di educazione alla percezione del corpo che moltissimo ha a che spartire con lo yoga. Entrambe, infatti, si propongo di ‘trasformare’ la materia di cui è fatta la persona per darle modo di scoprire nuove e inaspettate possibilità d’essere e di lavorare nel verso dell’auto-realizzazione.  Ma di quale materia si sta parlando? Come fare a trasformare la materia di cui siamo fatti? Se ci guardiamo nello specchio il corpo è lo stesso prima e dopo la pratica o il trattamento, eppure con la pratica costante i cambiamenti pian piano compaiono sempre più evidenti.

Prima del Big Bang

Ciò che era all’inizio è ora e sempre nei secoli dei secoli (Bibbia)

Quello che ci insegnano le Testi sacri lo si ritrova, con altre parole ma identico nella sostanza anche nella tradizione filosofica indiana del Samkhya – una delle sei branche dei Veda e base fondante dello yoga – e nella scienza occidentale. Da qualunque lato la si guardi, infatti, tutte le tradizioni fanno in ogni caso riferimento a un principio superiore, omnipervasivo, indifferenziato, immutabile ed eterno, da cui in un modo o nell’altro tutto l’Universo sensibile e ordinario si è generato (qui entra in gioco il fattore culturale, che rielabora in forme sempre diverse il leitmotif alla base dell’Essere e della Vita).

Il Samkhya lo chiama Purusha, il principio superiore indifferenziato ed eterno. La religione cristiana lo chiama Dio. La psicologia lo chiama Sè superiore, inconsciosuperconscio, per Platone era il motore immobile. Sempre della stessa cosa stiamo in realtà parlando: l’essenza profonda della materia. Dal punto scientifico è ancora da chiarire bene in cosa consista.

Per la scienza il segreto è racchiuso in quel punto ipercondensato di energia che, secondo la teoria del Big Bang, a un certo punto è deflagrato dando inizio ad una serie di interazioni sempre più forti. Le sub-particelle atomiche hanno dapprima iniziato a unirsi formando atomi di idrogeno, per la chimica la materia nella sua forma più semplice. L’idrogeno, a sua volta, è collassato gradualmente in ammassi sempre più grandi e densi, fino a formare le stelle dove hanno ancor oggi luogo le reazioni nucleari che hanno portato e portano tuttora alla formazione due 120 elementi chimici noti.

La Creazione: da Purusha a Prakriti

Sul fronte logico, il principio superiore Purusha ha originato Prakriti, la prima Manifestazione.

Fiat lux, potremmo dire, o anche All’inizio era il Verbo, se preferite.

Luce, Verbo…si tratta in ogni caso onde in movimento, questa è in tutte le tradizioni la prima manifestazione della Natura – Materia.

Onde elettromagnetiche che, più o meno condensate dai vari campi di forze (generati dalle quattro forze fondamentali: nucleare debole e nucleare forte –  oggi riunite nella cosiddetta interazione debolegravitazionale ed elettromagnetica), pervadono l’intero Universo fin dal momento dell’esplosione iniziale.

Immaginatevi un laghetto alpino in una serena giornata di sole senza vento: questo è Purusha, calmo, immobile, riflette tutto ciò che è.

Tutto è in Purusha in quanto in esso riflesso, ma nulla è Purusha, essendo altro da esso.

All’improvviso un soffio di vento increspa le acque, si formano piccole onde che modificano la natura dello specchio e con essa le immagini che vi sono riflesse. E’ avvenuta una trasformazione, la prima in assoluto, quella che ha permesso di capire che esiste qualcosa di Manifesto, la Natura – Prakriti, che è altra cosa rispetto all’Immanifesto rappresentato dal calmo lago di Purusha. Come capire che si è generata un’onda? Il sole splende in cielo, la vediamo muoversi nel laghetto deformando le immagini in esso riflesse. E se fossimo ciechi? Allora forse ce lo direbbe la percezione sottile del cambio di pressione sulla pelle della mano immersa nell’acqua, prima perfettamente immobile.

Fiat Lux

Sto vaneggiando? Vediamo cosa ne pensano i Testi Sacri della nostra tradizione…Cito testualmente la Genesi, che altro non è che la descrizione ‘romanzata’ dei primi istanti di vita dell’Universo per come noi lo conosciamo.

‘In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu’.(Genesi, I, 1-3)

Dio ha creato la prima Manifestazione della Natura (ovvero Prakriti, secondo la visione dei Veda), il cielo e la terra, ma questa era ancora senza una forma precisa, buia, indistinguibile e indifferenziata. Che cosa ci permette di dire, se ancora non vediamo nulla perché immersi nelle tenebre, che quella citata dalla Genesi è proprio la prima Manifestazione? Il soffio di Dio che vi aleggia sopra e che, proprio come nel caso del laghetto alpino, smuove la sostanza sottile di cui è composta quel tanto che serve a capire che siamo in presenza di materia della forma più rarefatta possibile, impalpabile ed eterea. La materia inizia ad acquistare consistenza solo quando Dio crea la Luce, e con essa la possibilità di discriminare tra cose diverse. A questo stadio, però, l’Universo è ancora indifferenziato, tanto che Dio – Purusha si deve a un bel da fare per sette giorni per separare la luce e le tenebre, le acque eccetera, fino ad arrivare a creare l’uomo e la donna, che potremmo dire essere l’impersonificazione del mondo materiale come noi attualmente lo conosciamo attraverso i cinque sensi.

La materia e i tre Guna: Sattva, Rajas, Tamas

Prakriti è materia indifferenziata, onda elettromagnetica perturbata, energia che non ha ancora assunto carattere particellare. Solo l’azione concertata delle quattro forze fondamentali, che la plasmano ‘comprimendola’ all’interno dei campi di forza, esattamente come il vasaio ricava il vaso dall’argilla informe, le fa assumere la consistenza densa, solida o liquida, che percepiamo abitualmente. I gas sono più sottili e difficili da percepire, li avvertiamo solo se in qualche modo si muovono. Quali sono le tre forze secondo la scienza occidentale è riportato sopra.

Il Samkhya parla di tre sole forze, i tre Guna: Sattva, Rajas e Tamas. Essi agiscono su Prakriti le danno forma, modellano la materia a seconda della prevalenza di uno e dell’altro.

Sattva è l’energia creatrice, il guna più sottile, quello che illumina tutte le cose e le rende visibili…vi ricorda qualcosa? Sat = Essere, è il guna che permette di cogliere l’essenza profonda della Manifestazione, la saggezza, la purezza insita in ogni cosa.

Rajas è il fuoco che tutto muove, l’attività, il desiderio, l’energia che attiva la trasformazione della manifestazione nelle sue diverse forme.

Tamas è l’inerzia, la pesantezza, l’oscurità, l’ignoranza, tutto ciò che impedisce la trasformazione.

L’intero equilibrio dell’Universo, così come quello dell’essere umano, si gioca su un sottile e continuo gioco tra queste tre forze, che molto assomigliano, nell’ordine, all’interazione debole, alla forza elettromagnetica e alla forza gravitazionale.

Siamo ancora a uno stadio molto indifferenziato della Materia/Manifestazione, ma il post è già lunghissimo. Il seguito della storia alla prossima puntata!

© Giuliana Miglierini – RIPRODUZIONE RISERVATA

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