YS I 2 – La mente mente, e va calmata

Eh sì, la mente mente… gioca sempre brutti scherzi, ti fa credere una cosa e invece la dura realtà spesso te ne sbatte in faccia all’improvviso una completamente diversa. La presa d’atto di questa brutalità può essere devastante, se non si è in grado di riconoscere le trappole in cui la mente stessa ci fa così volentieri cadere.

Calma e sangue freddo, dice il proverbio… che in linguaggio yogico si può tradurre con il secondo aforisma degli Yoga Sutra.

Lo yoga è il venir meno delle fluttuazioni vorticose della coscienza identificata

YS I 2

Basta un nulla, una parola sbagliata, un gesto involontario, ed ecco che i vortici mentali iniziano a roteare incessantemente, dipingendo scenari spesso tanto fantasiosi quanto lontani dalla realtà. È proprio questo il giogo nefasto che ci tiene avvinti alla realtà esterna.

Un giogo spesso e volentieri rinforzato dagli incessanti messaggi che provengono dai media, che seppelliscono qualsiasi altro tipo di contenuto a cui la coscienza potrebbe/vorrebbe prestare attenzione. Basta guardare indietro all’ultimo mese: ormai la pandemia causata del virus è l’unico argomento trattato dai media a livello planetario. Per i non addetti ai lavori (e spesso anche per gli stessi medici e scienziati) è davvero difficile orientarsi e venire rassicurati da questa pletora d’informazioni, oltre che ignorare qualsiasi altro avvenimento degno di nota che potrebbe accadere di questi tempi senza riuscire ad assurgere alle cronache.

Il nuovo giogo a cui la mente può venire assoggettata grazie alla pratica dello yoga serve proprio a ridurre al minimo questo continuo rumore di fondo, estremamente disturbante e fuorviante. Come visto in YS I 1, lo yoga è un esercizio di consapevolezza che taglia fuori da sé tutto ciò che è altro da sé. Così facendo, lo sguardo interiore può riscoprire potenzialità assopite, prime fra tutte quelle di discernimento e auto-realizzazione. 

I veri obiettivi da perseguire diventano d’un tratto chiari, le voci ammaliatrici delle Sirene smettono di esercitare il loro effetto distraente. La mente pacificata e finalmente calma può sviluppare la chiara visione, che abbraccia a 360 gradi la realtà esteriore e permette di vagliare il grano dal loglio.

Fin dall’inizio Patanjali indica l’obiettivo. Il cammino da fare per raggiungerlo è lungo e denso di ostacoli e tranelli, quasi tutti posti dalla mente stessa in un sommo e disperato esercizio di egoicità e auto-preservazione. Ci vorranno altri quasi duecento aforismi per capire dove sta l’inghippo che l’avvolge in una nebbia densa e impenetrabile, il velo di Maya. Solo la mente calma e pacificata la può squarciare e giungere, infine, alla liberazione.

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