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YS I 5: Processi mentali klishta e aklishta

YS I 5: Processi mentali klishta e aklishta

I processi mentali (vritti) alla base dei comportamenti tenuti nella vita quotidiana possono essere klishta o aklishta, ovvero creare disturbo e disequilibrio alla persona o generare benessere e stati di coscienza equilibrati. La consapevolezza di tale meccanismo da parte della coscienza permette di riconoscere in modo precoce i segnali di disequilibrio e di agire in modo da ridurre l’impatto delle fluttuazioni mentali disturbanti, fino ad annullarle.

Agire nel mondo quotidiano

Il sutra 4 aveva introdotto il concetto centrale dello yoga, ovvero l’identificazione con le fluttuazioni della mente (vritti) che alimentano i comportamenti quotidiani e che man mano si “solidificano” in abitudini e cristallizzazioni spesso difficili da superare. Ciò impedisce alla persona di scorgere le innumerevoli e diverse possibilità per esprimere il proprio essere che l’infinità varietà della realtà ci propone ad ogni istante (ne abbiamo parlato qui). Proprio come i cavalli che portano i paraocchi per non essere distratti dal loro cammino, l’essere umano procede sul binario tracciato dai comportamenti identificati: un’attività apparentemente molto più semplice, meno challenging per l’impegno che la persona ci deve mettere nel porsi quotidianamente in gioco per sperimentare modi d’essere alternativi e che, all’apparenza, può sembrare comportare rischi minori. Ma è davvero così?

Comportamenti disturbanti e non disturbanti

Nulla di ciò che ci accade istante dopo istante è completamente neutro, a meno di aver già raggiunto lo stato di yoga, il samadhi (YS II 2): i fattori disturbanti (klesha) alimentano i corto circuiti mentali e, in un modo o nell’altro, la mente riceve continuamente dei feedback attraverso gli organi di senso (jnana indriya) e quelli di azione (karma indriya) ed immagazzina a livello di citta, la coscienza identificata, le impressioni e le tracce lasciate dai vari comportamenti e dai risultati a cui hanno portato. Comportamenti che sono dettati da cinque tipi di “fluttuazioni” dei contenuti mentali, che gli Yoga Sutra discutono in seguito nel dettaglio (YS I 6-10). Le cinque modalità di comportamento delle vritti sono il ragionamento corretto, il pensiero illusorio, l’immaginazione, il sonno con sogni e la memoria. La loro discussione verrà approfondita in un post successivo; per il momento focalizziamo invece l’attenzione sugli esiti che tali modifiche della normale omeostasi della mente hanno a livello di comportamento quotidiano e dello stato di coscienza della persona.

YS I 5 – Vrttaya panchatayyah klishta aklishtah – Le fluttuazioni della mente presentano cinque diversi aspetti a livello di comportamento, e ognuno di essi può creare disturbo o generare equilibrio.

I cinque tipi processi mentali che soggiacciono ai comportamenti quotidiani e dell’identificazione della coscienza possono avere due tipi di esito: nella condizioni ottimali, essi sono aklishta, non influenzano l’equilibrio dell’individuo e la coscienza permane indisturbata in quanto le azioni quotidiane non vengono alimentate dai fattori irritanti (i cinque klesha, di si parla nei sutra YS II 2-3). In tali condizioni si sperimenta una situazione di equilibrio e benessere, di buona qualità della vita, di sentirsi sempre a proprio agio con se stessi durante le varie attività quotidiane. I comportamenti non “colorano” la coscienza, che non rimane identificata con essi. Le cose accadono, l’osservatore-drashtu vigila su di esse prendendone atto, ma i loro frutti scorrono lungo il torrente della coscienza senza accumularsi in essa.

Se, invece, la coscienza rimane attaccata, si identifica coi frutti delle azioni ne viene da essi disturbata e “colorata”, distolta dalla sua naturale situazione di equilibrio: le modifiche della coscienza sono klishta, arrecano un disturbo e provocano disequilibrio alla persona, alimentando ulteriormente in un circolo vizioso le vritti, il continuo rimescolio della mente.

Combattere lo stress

Alla base dello stress e dell’insorgenza di molti disturbi e tensioni del corpo fisico e mentale vi sono proprio i comportamenti klishta, che creano un disequilibrio dell’organismo che si riflette nella comparsa di sintomi di vario tipo. Klishta è, per il dottor Bhole, tutto ciò che crea stress o stati negativi della persona, che alimenta un disagio e che può esitare nella comparsa di una malattia a livello organico. Viceversa, i comportamenti aklishta alimentano stati di coscienza positivi, che si riflettono in un crescente equilibrio e benessere del corpo e della mente e nella capacità di mantenere fisso il proprio “baricentro” anche nei momenti di difficoltà che la vita pone sempre davanti, in un modo o nell’altro.

Il sutra fa specifico riferimento alle vritti piuttosto che ai klesha: anche le fluttuazione della mente, quindi, possono avere un’accezione positiva e portare equilibrio, e non solo generare disturbo e identificazione come più comunemente inteso nei commenti agli Yoga Sutra. Resta il fatto che, in ogni caso, le vritti sono alimentate dai cinque fattori irritanti, (ignoranza di sé, senso dell’Io, desiderio, repulsione, attaccamento alla vita, YS II 3) che quindi, anche se non apertamente menzionati dal sutra YS I 5, hanno comunque un’influenza nel determinare il tipo di fluttuazione della mente e, di conseguenza, di comportamento della persona. Le persone che non sono più influenzate dalle “colorazioni” delle fluttuazioni mentali e che hanno trasceso l’identificazione con i comportamenti da esse dettati sono gli autentici yogi.

© Giuliana Miglierini – RIPRODUZIONE RISERVATA

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